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Álvaro Company

 

Álvaro Company ha studiato composizione al Conservatorio “Luigi Cherubini” di Firenze con Rodolfo Cicionesi., Luigi Dallapiccola, Paolo Fragapane, Vito Frazzi e Carlo Prosperi, conseguendo i diplomi di Musica Corale e di Composizione nel 1955-56.

Chitarrista, allievo di Andrés Segovia all’Accademia Chigiana dal 1950 al ’54, ha fondato nel 1960 il Corso di Chitarra classica al Conservatorio di Firenze, dove ha insegnato fino a tutto il 1997; nel 1965 ha fondato il medesimo corso al Liceo Musicale “Orazio Vecchi” di Modena; nel 1961 ha insegnato al Conservatorio “Claudio Monteverdi” di Bolzano e nel 1967 è stato docente al Conservatorio di Santa Cecilia in Roma.

Dal 1957 ha intrapreso un’intensa attività concertistica, collaborando anche con solisti e formazioni cameristiche di fama internazionale, quali il violista Dino Asciolla, il flautista Severino Gazzelloni, l’oboista Lothar Faber, il timpanista Luigi Torrebruno, i Solisti dell’Orchestra Filarmonica di Berlino, i Solisti della Scala, i Solisti Veneti. Ha collaborato inoltre con vari direttori d’orchestra, tra cui Piero Bellugi, Luciano Berio. Hans Werner Henze, Bruno Maderna, Gabor Ötvös). Tale attività è durata fino al 1970, anno in cui una lesione al nervo del braccio destro lo ha costretto a interromperla, con l’eccezione di cinque concerti tenuti nel gennaio 1973 al Teatro alla Scala, su invito del direttore Bruno Maderna. Oltre alla Scala, si è esibito al Teatro Eliseo e al Foro Italico di Roma, al Teatro Comunale e al Teatro alla Pergola di Firenze, all’Auditorium Scarlatti di Napoli, al Teatro La Fenice di Venezia.

Dal 1968 ha tenuto corsi di perfezionamento presso università italiane e straniere. La ricerca e l’esperienza di chitarrista, pedagogo, compositore (oltre che di revisore di opere moderne per chitarra e del repertorio storico per chitarra e liuto) gli ha consentito di arricchire ampiamente la propria tecnica, nonché di elaborare una personale didattica dello strumento. Ha inoltre ideato una metodologia esecutiva rivolta agli strumentisti in genere, cui ha dato il nome di “Biodinamica musicale”.

Come compositore il suo mondo sonoro, nato da radici atonali fin dalla Fantasia op. 1 per pianoforte del 1948, aveva adottato la tecnica dodecafonica già dall’op. 3 (Preludio e Sarabanda per violino e pianoforte del 1953), procedendo in tal senso fino a Las Seis Cuerdas op. 8 per chitarra del 1963, lavoro che rappresenta il punto d’incontro dei suoi interessi di compositore e di strumentista e che ha aperto nuove vie alla moderna tecnica strumentale della chitarra e considerato dalla critica il suo capolavoro.

Contemporaneamente, dal 1960 prende avvio anche una produzione didattica. Dal 1974 il suo linguaggio subisce una progressiva trasformazione, in cui modalità, melisma, tonalità, atonalità e serialità riappaiono in una dimensione trasfigurata.

È membro dell’Accademia Nazionale Luigi Cherubini di Firenze. Nel 1991 gli è stato conferito il Premio Massimo Mila «per l’esemplare impegno didattico di una vita» (La commissione, presieduta da Goffredo Petrassi, era composta da Claudio Abbado, Salvatore Accardo, Gianandrea Gavazzeni, Carlo Maria Giulini, Riccardo Muti, Maurizio Pollini). Nel 1996 al Primo Convegno Nazionale Chitarristico di Pesaro gli è stata attribuita la “Chitarra d’oro” per la Didattica e nel 1999, in occasione del IV Convegno Nazionale Chitarristico ad Alessandria, gli è stata assegnata la “Chitarra d’oro” per la Composizione. Nel 2010 gli è stato conferito il premio “Chitarra d’oro. Una vita per la chitarra”.

 

CATALOGO DELLE COMPOSIZIONI

 

BIBLIOGRAFIA

 

Il catalogo delle composizioni è stato desunto dal volume:
Paolo Somigli, La Schola Fiorentina, Firenze, Nardini Editore, 2011.
Digitalizzazione di Marco Mazzé Alessi

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